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"Soft Shoring"

Più che rappresentare una nuova variante, a parte, del Telelavoro, il “Soft Shoring1 è un fenomeno socio-economico connesso alla globalizzazione dell’offerta di personale qualificato: grazie ad Internet un individuo può candidarsi con successo a posizioni lavorative aperte ovunque nel mondo (cfr. Tharenou, 2005), pur senza trasferirvisi stabilmente (cd. “Emigrazione Virtuale“), col solo limite della compatibilità linguistica; analogamente uno o più individui, ad esempio associatisi in un Network Telelavorativo, possono acquisire commesse bandite da aziende di altri paesi, o sub-sub-[…]-appalti di commesse (Ubiquitous Human Computing) già appaltate a fornitori primari, indifferentemente dalla distanza geografica…

Questa globalizzazione è vincolata ma persino svincolata dagli eMarketplace; è stato, tuttavia, il successo di questi ultimi a suggerire la opportunità, per singoli lavoratori e micro-imprese (associative) di perseguire, grazie alla Telecollaborazione, l’internazionalizzazione delle proprie attività, analogamente all’iter perseguito dalle multinazionali e poi dalle aziende dalle dimensioni via via più contenute — fino ad arrivare alla specializzazione più pronunciata o, nel caso delle imprese, alle rispettive nicchie di mercato.

In un’epoca per lungo tempo caratterizzata dalle delocalizzazioni (Offshoring) delle aziende verso gli stati con un Costo della Vita — e pertanto anche del Lavoro — ridotto al fine di speculare su quelli di esercizio e di produzione, ottenendone un margine, i lavoratori si sono adeguati, reinterpretando lo stesso metodo a proprio favore, in una prospettiva riconducibile all’oramai rodato eBusiness “B2B (“Business-to-Business”), ossia di erogazione di servizi e prestazioni professionali (cd. “subforniture“) a favore esclusivo di committenza aziendale, gestite prevalentemente online.

A marcare la differenza fra Offshoring e Soft Shoring non è solamente la direzione del fenomeno — organizzativamente ed economicamente parlando top-down (azienda → lavoratori) il primo e bottom-up (lavoratore → aziende) il secondo, nonché dai luoghi con più alti costi della manodopera verso quelli con costi minori il primo e all’inverso il secondo — ma soprattutto i contenuti dello stesso: ad essere esportate — e quindi importate dalle aziende — sono prestazioni intellettuali, la cui remotizzabilità, a livello di catena di comando (e feedback) come di esecuzione, appare vieppiù vistosamente praticabile, in virtù, anche, della progressiva riduzione dei costi strumentali (cfr. Kannellopoulos, 2011), che ne ha esteso la sostenibilità perfino da parte di soggetti rasenti la incapienza — il caso di molti lavoratori ed aziende nelle economie emergenti.

D’altro canto il Soft Shoring, letteralmente l’esternalizzazione di attività di tipo “soft” (impiegatizie, non necessariamente di concetto) anziché “hard” (di tipo industriale o manifatturiero), non è applicabile esclusivamente ai paesi in via di sviluppo bensì, invero, in tutte le situazioni in cui sussista un percepibile differenziale socio-economico — occupabilità, retribuzioni, fiscalità, qualità della vita, dei servizi pubblici, etc. — tale da innescare l’Offerta, la Domanda od entrambe.

È quanto accade negli Stati Uniti da diversi lustri, ad esempio, nei quali lavoratori residenti — e ivi contribuenti2 — in stati federali periferici rispetto ai centri economici telecollaborano con e per aziende di questi ultimi, non dissimilmente dal caso del Telelavoro Transfrontaliero (“cross-border”) fra Svizzera ed Italia. Il quale costituisce, da un lato, un’ulteriore forma in cui si incarna la “fuga di cervelli” (“Brain Draining”) dal nostro paese — permettendo un abbassamento della soglia di accesso (finanziaria, logistica ed affettiva) a tale contromisura sociale — e, dall’altro, un ulteriore stimolo all’emersione del dumping salariale (“wage dumping”) e sociale (“Social Dumping”) nel paese in cui risiede la committenza.3

Note
  1. In realtà il termine è usato in diversi ambiti ed è stato persino oggetto di brevetto per tutt’altri scopi, ed oltretutto ad indicare il medesimo fenomeno sussistono diverse denominazioni; la preferenza è caduta su Soft Shoring, in questa sede, per via dell’assonanza con “OffShoring”;
  2. L’argomento delle collateralità sulla tassazione locale da lavoro nel caso di remotizzazione è stato oggetto, negli USA, fin dal “Telecommuter Tax Fairness Act” del 2005 (S. 2785, 108th Congress, 2003–2004), di legislazioni federali tese ad armonizzare la eventuale multipla imponibilità fiscale; nella UE una analoga impostazione è rilevabile nei regolamenti ispirati al principio della cd. “libera circolazione delle persone” fra gli stati comunitari (Reg. CE 883/2004, Reg. CE 987/2009);
  3. Nel caso specifico della Svizzera, paese non comunitario già dotatosi di leggi stringenti per contingentare l’accesso dei “lavoratori frontalieri” italiani reclutati dalle imprese locali, la discussione politica sta da tempo affrontando la questione del potenziale aggiramento di tali normative attraverso il Telelavoro (e.g. I frontalieri ci fregheranno col telelavoro?, TicinoNews, 10/07/2014).
Bibliografia
  1. Kanellopoulos, Dimitris N.. (). How can Teleworking be Pro‐Poor?. Journal of Enterprise Information Management;
  2. Tharenou, Phyllis. (). International Work in Domestic Jobs: an Individual Explanation. The International Journal of Human Resource Management, 16(4), 475-496;