Dopo le Parole del Telelavoro ho creduto fosse utile fare luce sulla galassia di termini, più o meno sinonimi di “Telelavoratore“, che cercano di definire precisamente chi lavora in una qualche forma di telecollaborazione; alcuni di questi, e.g. “Telelavoratore Mobile“, sono oramai sociologicamente desueti mentre altri, e.g. “Telelavoratore Nomade” (Workshifter), sono proprio attuali.
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“E-Professional” ( “eLancer” o “Freelance Elettronico“) – che, come “E-Worker“, viene usato soprattutto in Europa – è il termine più generico che esista per descrivere quel tipo di lavoratore (professionista / autonomo), in genere un “Knowledge (& Information) Worker“, che presti i suoi servizi attraverso qualche forma di telecollaborazione.
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Time Tracking (individuale e di gruppo)
Nella mia (quota di) attività come formatore mi capita sfortunatamente di rado di insegnare Outlook, che reputo la migliore applicazione che Microsoft – come sempre acquisendola da altri.. – abbia inserito in Ms. Office: nonostante gli apprezzabili tentativi di Evolution Microsoft Outlook insiste ad essere il solo ed unico strumento della suite non sostituibile con alternative open (LibreOffice ed OpenOffice), neppure se preso standalone – se usato unitamente a Ms. Exchange diventa proprio una “cannonata“..!
Ciò che gl’ιδιώται (la committenza, chi finanzia e in primis chi progetta i corsi) in buona fede trascurano pensando ad Outlook, motivo per cui i corsi sono rari e spesso e volentieri troppo superficiali e spicci, è che questa applicazione non serve solamente a gestire la posta elettronica – altrimenti basterebbe Windows Mail (ex Outlook Express) od un qualunque altro client – ma a gestire talmente tante altre cosucce in ufficio che, se impiegata in maniera abbastanza consapevole, potrebbe determinare significative riduzioni delle tempistiche di attività (tempo per compito).
Una di queste cosucce riguarda il tracciamento del tempo impiegato a svolgere una specifica attività (“Task“), persino estemporanea e/o di breve durata (“Micro-Task“). Con Journal, infatti, chi usa Outlook può registrare i momenti di inizio e fine di una microattività semplicemente pigiando su dei pulsanti del tipo Start, Pause (e Stop), ottenendo la durata complessiva della stessa. Una funzionalità a dir poco banale, dunque..! Tanto banale che, come sovente capita, prelude a significativi benefici…
Journal, infatti, oltre al tracciamento quantitativo, permette di fare tre fondamentali associazioni di tipo qualitativo:
- La data dell’attività, corrispondente o meno ad una di quelle elencate nella Gestione Attività di Ms. Outlook e comunque utile per se nella rilevazione cronologica, anche manuale — ad esempio recuperare, anche a latere, tutte le email del periodo per effettuare un’ultima ricognizione —, di quanto lavorato;
- La tipologia/natura dell’attività: il fatto che Outlook presenti fra le opzioni predefinite la “Phone Call” dovrebbe essere sufficientemente suggestivo del livello di dettaglio raggiungibile nel tracciamento;
- Il cliente (“Company“)1 per il quale essa viene svolta, che, a sua volta, può essere pescato fra i Contatti.
La conseguenza di queste associazioni è che, a fine mese – momento di preparare le fatture o semplicemente uno “Stato di Avanzamento Lavori” (SAL) –, sarà possibile riportare che, per lo specifico cliente, saranno state svolte, per esempio…
- 11 ore e 42 minuti di telefonate;
- 35 ore e 17 minuti di elaborazione documenti;
- 7 ore e 59 minuti di riunioni…
…per un totale di 54 ore e 58 minuti fatturabili, e così via, per ciascun cliente.
Tenendo presente che le registrazioni possono essere salvate anche manualmente a posteriori è, dunque, possibile, avere traccia delle tempistiche raggiunte per tutte le attività. Queste, infine, possono essere usate direttamente da chi ha effettuato le registrazioni oppure passate – come allegato email in assenza di Ms. Exchange2 – a chiunque debba elaborare la relativa fatturazione.
Si tratti, quindi, di un individuo – un lavoratore autonomo, un libero professionista ma pure il semplice subordinato – o di un gruppo di lavoro, in una situazione co-localizzata come in una di “lavoro distribuito” – o, banalmente, di un rapporto fra fornitore (esterno) e beneficiario di servizio – il tracciamento, al minimo dettaglio, sarà assicurato…
Senonché Journal offre una ulteriore possibilità, coerente con l’intenzionale intregazione con le altre applicazioni di Ms. Office, ossia l’associazione con singoli documenti, così da tracciarne totalmente in automatico l’elaborazione: è sufficiente importare nella finestra della singola attività l’icona del relativo documento e, da quel momento in poi, sarà lo stesso Ms. Outlook a monitorarne costantemente il cd. “Total Editing Time“.3
Insomma.. Un servizio completo, manuale, semi-assistito o completamente automatico per controllare la gestione economica non soltanto del proprio lavoro ma anche di quello altrui, ad esempio nel ruolo di project manager.
Tanto che oserei dire che se Microsoft offrisse (gratuitamente) alle aziende una licenza di Ms. Exchange ogni TOT licenze di Ms. Outlook contrasterebbe significativamente le fughe verso applicazioni open.
Lo dimostra anche il fatto che dall’epoca – tali funzionalità di Ms. Outlook sono presenti da almeno una decade! – le soluzioni alternative, capaci di emulare il ruolo di Ms. Exchange nella condivisione, a livello organizzativo, del Time Tracking di Ms. Outlook sono andate accumulandosi, persino in funzionali quanto ancor più distribuite – a vantaggio della gestione del Telelavoro dei Team Virtuali – varianti online.
Una di queste è Toggl.com. Ecco il post scritto ieri da me per Blog.Pmi.it.
Toggl, il Time Tracking per tutti
Fra gli strumenti di Time Tracking, per tenere traccia del tempo speso su singoli task (e quindi anche su interi progetti), sicuramente uno dei più accessibili e versatili è quello offerto da Toggl.com, che si differenzia da altri servizi online (i.e. Beebole, FreshBooks, Harvest o myHours.com) per i pochi fronzoli con cui svolge, egregiamente, la sua funzione. Toggl.com è dedicato a gruppi di lavoro anche minuscoli – esiste persino un account gratuito per singoli professionisti, mentre per le soluzioni “pro” si parte dai 5 dollari al mese – gestiti da un amministratore, che può definire diversi Clienti e, per ciascun cliente, diversi Progetti; in ogni progetto, poi, possono essere definite diverse Attività (Task) – discriminando fra fatturabili e non – che possono a loro volta essere attribuite a questo o quell’altro membro del team.
La vera forza di Toggl.com, oltre alla semplicità , risiede nella sua estrema accessibilità : è possibile inserire i dati sull’avvio e chiusura di un’attività – il funzionamento è uguale alle Voci Diario di MS Outlook, con uno “Start”, uno “Stop” ed un contatore – sia nell’interfaccia Web che, attraverso dei widget – sul desktop del computer (Win, Mac & Linux) o dello smartphone (iOS, Android), per poter fare Time Tracking anche scorrazzando qua e là.
Nel sinottico delle rilevazioni, Toggl.com consente all’amministratore di avere costantemente sotto mano il polso della situazione, lasciandogli decidere con quale prospettiva osservare ciò che viene svolto dal team: per progetto, per cliente, per membro (del team) o, più semplicemente, per intervallo di tempo, personalizzabile al massimo; il tutto condito con una buona dose di grafici per ottenere il giusto colpo d’occhio.
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Home Sweet Home..
Pare che stiano volgendo ad “un” termine – chiunque sa bene che non si finisce mai davvero.. – i lavori di ristrutturazione della mia casa iniziati nell’estate del 2008. Tralasciando qualche piccolo intervento qua e la il solo vano che, vuoi per l’impegnativo 2008, vuoi per gli incasinati 2009-2010, è evidentemente ancora impreparato e disadorno è lo studio/ufficio. Il ritorno ad una situazione meno caotica e più produttiva, quindi, sarà preceduto dal ri-imbastimento di quello che fino a due anni fa era il mio vero centro operativo – va detto: da programmatore..
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Telework Trendlines 2009
Molto interessante il rapporto (in PDF) recentemente pubblicato dall’I.T.A.C. (oggi il Telework Advisory Group in seno a WorldatWork) sui trend telelavorativi che si stanno affermando negli USA in questi anni. Il rapporto emerge da un sondaggio somministrato ad un campione di 1002 soggetti alla fine del 2008, fra cui sono stati considerati sia i “Telelavoratori Dipendenti” – “para-/subordinati” diremmo noi in Italia – che quelli “a contratto” – entro i quali la variabilità di tipologia telelavorativa è anche più elevata.
Sebbene vi sia stata una crescita cumulativa del numero di telelavoratori è ancora più saliente notare che a brillare sia stata la porzione dei primi – segno probabilmente d’una maggiore sensibilità da parte delle aziende verso il costo dei trasporti (carburante in primis) e le esigenze esistenziali del lavoratori e, complementarmente, di una maggiore diffusione del Telelavoro Informale.. –, mentre i secondi si sono mantenuti non distanti dalle percentuali degli anni passati.

