Tag: Telelavoro Imprevisto

Nella normativa sul lavoro pubblico statiunitense1 è possibile ripiegare sul “Telelavoro Imprevisto” (unscheduled) in occorrenza di eventi eccezionali,2 lato lavoratore,4 di impendimento a raggiungere la sede ordinaria di lavoro.

In tal caso, pur di preservarne la continuità operativa,5 anche al lavoratore non già inquadrato6 in un programma di “Telelavoro di Routine” (abituale, regolare7 o core; U.S. OPM, 2011) può essere concesso di svolgere il lavoro a casa e/o in altri luoghi, purché precedentemente approvati.

Note
  1. Congress, U.S.. (). Telework Enhancement Act of 2010. In 111th Congress, HR (Vol. 1722);
  2. Ad esempio dovuto a gravi fenomeni metereologici avversi (cd. Unexpected Weather) — si pensi ai tornadi del Sud od alle forti nevicate del nord (dette al caso “Snowmageddon“)3 oppure l’inagibilità temporanea della sede lavorativa o persino telelavorativa (cd. Unsafe Telework Site; U.S. OPM, 2018);
  3. Smoot, Kelly Marshall. (). Government to Expand “Unscheduled Telework” When It Snows. CNN (Cable News Network) Politics;
  4. Nel caso di eventi straordinari di carattere nazionale dichiarato (e.g. disastri naturali, emergenze sanitarie, etc.) si parla di “Telelavoro Emergenziale“;
  5. Il Governo Federale impiega il Telelavoro, fra gli altri scopi, come un modo per promuovere la continuità delle operazioni consentendo agli impiegati federali di continuare il proprio lavoro in un luogo alternativo approvato […] si raccomanda fortemente le agenzie di predisporsi a preparare impiegati “pronti al Telelavoro” perché lo possano mettere in pratica ed abbiano accesso ai sistemi e network di ciascuna agenzia quale contromisura in caso di emergenza o condizione meteo […] Quando un annuncio di stato operativo include il Telelavoro Imprevisto […] le agenzie dovrebbero evitare di creare barrriere non necessarie per i lavoratori già pronti a telelavorare  (U.S. OPM, ibidem);
  6. La normativa già contempla assenze giustificabili (excused) in caso di maltempo od inagibilità delle sedi ordinarie (Weather & Safety Leave), che tuttavia sono inapplicabili se il lavoratore, ad esempio in Telelavoro, ha già a disposizione un luogo idoneo a continuare a lavorare (U.S. OPM, ibidem);
  7. U.S. OPM (Office of Personnel Management). (). Work-Life Telework Brochure;
Bibliografia
  1. U.S. OPM (Office of Personnel Management). (). Guide to Telework in the Federal Government;
  2. U.S. OPM (Office of Personnel Management). (). Governmentwide Dismissal and Closure Procedures;
  • Te la do io la P.A. americana…

    Te la do io la P.A. americana…

    Anni fa tradussi il Telework Fact Sheet” delle forze aeree USA e ne fui molto soddisfatto: a fronte di un bel po’ di storici tentativi della letteratura di settore di tassonomizzare le forme di Telelavoro finalmente ne ebbi in mano una concreta applicazione, oltretutto verosimilmente più contemporanea in termini tecnologici.

    (Mio) Schema basato sul “Telework Fact Sheet” delle forze aeree USA (2012)

    La sussistenza di un’architettura regolatoria su cui basarsi, nella fattispecie il Telework Enhancement Act of 2010,1 che regola il lavoro pubblico delle agenzie federali statiunitensi, offre, oltretutto, diversi benefici:

    • L’opportunità di essere in qualche modo replicabile in quello privato, comunque passibile di influenze;2
    • La facoltà, per altri paesi, di ispirarsi ad essa per dotarsi, se non di una pedissequa regolamentazione, almeno di un analogo approccio;
    • La stabilizzazione delle situazioni-tipo e quindi dei possibili parametri per un’eventuale valutazione ex post.

    Da notarsi pure che gli USA sono fra quei paesi così affezionati alle codifiche precise, con tanto di acronimi specifici, da ingenerare una più che giustificata aspettativa di univocità nella definizione delle suddette situazioni-tipo. D’altro canto tutto il mondo è paese e pertanto anche la documentazione prodotta (almeno) in questi ultimi dieci anni (cfr. U.S. OPM, 2011b, 2018; cfr. U.S. DOI, 2012), zeppa di sometimes, often referred to, also, riflette una complessità di interpretazioni, da parte di ciascuna agenzia e relativo titolare, che ne mina la precisione, seppur esclusivamente arrivando a livello di dettaglio.

    In mio aiuto è giunta la bozza dell’aggiornamento della policy telelavorativa dell’agenzia statiunitense per l’Ambiente (U.S. EPA, 2016), confrontando la quale con l’evoluzione della terminologia (cfr. U.S. OPM, 2004-2019) ho revisionato lo schema di qualche anno fa (sotto), cogliendo l’occasione per qualche considerazione ulteriore…

    Revisione dello schema

    Orizzonte bisettimanale

    Forse pregiudizialmente ci si attende che nel lavoro pubblico abbondino i service, cioè quelle prestazioni erogate con tanta indeterminatezza quanta costanza (disbrigo pratiche, sportello, etc.), e che le attività “ad obiettivi, in sostanza più che nella forma, siano prerogativa d’una sparuta minoranza. Ciononostante il legislatore statiunitense ha previsto il tipoSituazionale3 di Telelavoro proprio per intercettare le eventuali esigenze4 scaturibili da quest’eventualità, probabilmente neppure tanto remota considerando la crescita del “Telelavoro Ad Hoc” negli anni.5

    Verosimilmente anche in funzione di controllo sia organizzativo che amministrativo, quindi, è stata orizzontalmente adottata una prospettiva biweekly sugli istituti collegati:

    • In termini di flessibilità dell’orario di lavoro (“AWS“, Alternative Work Schedules), e nello specifico della facoltà di concentrare l’attività in un numero di giorni inferiore rispetto a quest’orizzonte temporale guadagnandosene uno libero (day off), la stessa opportunità è concessa sia nella variante più flexible che in quella compressed;6
    • È considerata “Telelavoro Core” la pianificazione che preveda almeno due giornate di remotizzazione nell’intervallo di due settimane;
    • È possibile combinare7 più tipi di Telelavoro (e.g. “Core” e “Situazionale“, “Core” ed “Unscheduled“, etc. ), purché il lavoratore si rapporti fisicamente con almeno una sede ordinaria di lavoro almeno due volte bisettimanalmente, salvo l’annuncio (quale operating status) della temporanea istituzione di quello “Emergenziale” (U.S. DOI, 2012).

    Continuità Operativa Allargata

    Il tema della Continuity Of Operations (CoOp) in caso di eventi ambientali estremi è noto al governo federale sin dai tempi del terremoto di Loma Prieta del 1989 (Joice, 2000); a partire dall’Undici Settembre anche la eventualità di una crisi dovuta ad attacchi terroristici vi è stata ricompresa (cfr. U.S. OPM, 2018a), così come qualunque situazione di emergenza, anche sanitaria (pandemic outbreak, weather, and other emergency situations; U.S. DLA, 2013). In tutti questi casi una preparazione (preparedness), con lavoratori formati nonché già esercitatisi al Telelavoro (Telework-Ready), è riconosciuta come essenziale.

    C’è, tuttavia, una continuità di natura differente, qualitativa, la cui importanza è andata affermandosi nei decenni: la da Joice (ibidem) citata crisi di competenza fra i lavoratori del settore pubblico è stata affrontata dal governo USA specialmente con incentivi non salariali di appeal come il Telelavoro, per reclutare e ritenere le risorse umane più valide,8 conten(d)endone il flusso verso quello privato.

    Portabilità ed Ineligibilità

    Il tema della telelavorabilità viene affrontato scindendo il compito, e gli strumenti a questo necessari, dall’individuo:

    • La maggior parte dei lavori, se non tutti, includono alcune attività che sono considerate “portabili” e che possono, generalmente, essere eseguite ovunque In molte posizioni i lavoratori tipicamente eseguono con regolarità compiti portabili. Questi lavori si prestano al “Telelavoro di Routine”. Il grado di portabilità di un lavoro contribuisce alla determinazione di quanto spesso al lavoratore può essere concesso di telelavorare (U.S. OPM, 2011b), sicché viene superata l’idea, obsoleta, che siano delle specifiche posizioni, in toto, ad essere telelavorabili, giungendo a quella di quota di telelavorabilità, su base verosimilmente temporale, applicabile alla maggior parte delle mansioni;9
    • Ponderata la portabilità o meno dei compiti del singolo lavoratore, il quale potrebbe essere impegnato in molte attività faccia a faccia (anche con i propri superiori) oppure maneggiare materiale e strumenti riservati, questi potrebbe essere escluso (non eligibile) dalla “Telework Readiness10 fondamentalmente solo in caso a proprio carico vi fossero azioni disciplinari oppure nel caso fosse stato valutato sottoperformante. In tutti gli altri casi il lavoratore dovrebbe venir incoraggiato al Telelavoro almeno su base “ad hoc” durante l’anno per assicurare che egli od ella sia preparato per una siffatta eventualità (U.S. OPM, 2011b).11

    Predisposizione (Preparedness)

    Acciocché la forza lavoro pubblica federale sia proattivamente sospinta ad essere preparata ad ogni eventualità, ivi compresa — commenterei — la riduzione delle postazioni di lavoro materialmente disponibili12 per dismissione (cartolarizzazione) dei relativi immobili pubblici (cfr. Lister & Harnish, 2011), il Telework Enhancement Act pone ad attivo supporto quantomeno due ruoli, interagenti con le altre figure organizzative ed amministrative della specifica agenzia: uno o più Telework Coordinator, in base alla grandezza dello staff interessato, ereditati dalle precedenti procedure pubbliche e deputati alla gestione del quotidiano, e soprattutto la figura del TMO (Telework Managing Officer; U.S. OPM, ibidem).

    Un Telework Managing Officer va designato da ciascuna agenzia nell’ufficio del Chief Human Capital Officer od in uno con funzioni analoghe affinché la gestione dei programmi di telelavoro afferisca alla cerchia del comando di più alto livello ed assicuri l’allineamento con la presa di decisione strategica. Rispetto al coordinatore la figura del TMO, che è più di un ruolo amministrativo, funge da consulente interno, per manager e lavoratori, sì da coordinare a livello macroscopico il programma telelavorativo dell’agenzia e dei suoi scopi, misurandone e riportandone ogni anno l’avanzamento, e tenendo conto che siffatti programmi possono richiedere un cambiamento organizzativo significativo nell’agenzia il ruolo del TMO è strategicamente critico.13

    Dipendentemente dalle specificità del ruolo ai TMO ed ai coordinatori è richiesto di far condurre a ciascuna agenzia un’esercitazione annuale di Telelavoro, onde testare l’abilità dell’organizzazione nel suo complesso a supportare il “Telelavoro Emergenziale”, integrando il test fra le altre esercitazioni su emergenze e CoOp ed infine condividendone le lezioni apprese con gli uffici dei servizi di emergenza e con quello delle Risorse Umane (U.S. DOI, ibidem).

    Considerazione finale Considerazioni finali

    A fronte di argomentazioni a supporto estremamente pregne di vantaggi per i lavoratori (per es. Lister & Harnish, ibidem), innanzitutto in un’ottica di Work/Life Balance14 e pertanto apparentemente nella tradizione del “bottom-up” (a fare richiesta del beneficio è il destinatario dello stesso), gli specifici regolamenti, nonché le indagini registrate nei rapporti annuali al Congresso, suggeriscono la preponderanza, invece, di logica “top-down” (strategia organizzativa), rispetto alla quale pure la costantemente rimarcata volontarietà di adesione ai programmi telelavorativi potrebbe, prospettivamente, risultare trattabile rispetto agli emergenti interessi del datore di lavoro, le strutture locali e quelle federali, forte anche di un’ormai rodata condiscendenza in materia fiscale sulle spese sostenute dai lavoratori15 e soltanto parzialmente intaccata dalla Riforma del 2018.16

    Sempre di rango amministrativo e fiscale, più che pratico, sembra il limite all’egibilità al Telelavoro, comunque trattabile caso per caso secondo l’opportunità (del datore), qualora il lavoratore abbia la propria AWL, ad esempio casa propria, al di fuori della commuting area, ossia anche della tassazione locale,17 del suo ufficio ordinario. Un’armonizzazione in tal senso, seppur teoricamente percorribile – e comunque a rischio di dumping fiscale (diretto ed indiretto) e fors’anche retributivo fra le varie aree… –, richiederebbe tempo per le strutture federali ed ancor più tempo per quelle statali e locali.

  • Nuova Tassonomia del Telelavoro

    Nuova Tassonomia del Telelavoro

    Alla costante ricerca di materiale ufficiale per corroborare un minimo di strutturazione del concetto di Telelavoro nel mare magnum delle informazioni, spesso divergenti o semplicemente imprecise, sono riuscito a scaricarmi un malloppo, malamente scansito, di documentazioni governative pubbliche statiunitensi dal quale ho estrapolato un “Fact Sheet” piuttosto interessante, di cui spero di trovare una versione più presentabile, perché ne vale davvero la pena. Tenterò, intanto di riportarlo al meglio delle mie possibilità.

    Telework Fact Sheet“, Headquarters Air Force – Civilian Force Policy Division (2011)

    Come spesso capita, però, per capire al meglio è preferibile iniziare dalla fine del documento piuttosto che dalla parte centrale ed, almeno teoricamente, principale. È, infatti, nelle ultime righe che vengono tracciate le linee di demarcazione più interessanti, fra cui spicca la previsione di un tipo di Telelavoro legato alla condizione clinica/di salute del lavoratore – verosimilmente per contemplare anche prassi di controllo delle conseguenze dell’assenteismo fisiologico..

    Coerentemente con il trend del fenomeno, infatti, la prima distinzione proposta è quella fra:

    Telelavoro Regolare, o di routine..
    .., nel quale il lavoratore svolge regolarmente – «almeno due volte su base bisettimanale» – il proprio lavoro in una sede differente rispetto al suo radicamento originario. Ciò, ovviamente, si riferisce a qualsiasi sede lavorativa «alternativa».
    Telelavoro Ad Hoc..
    .., nel quale il lavoratore è, da un lato, autorizzato e, dall’altro, può anche essere indotto, in specifiche situazioni – che altrimenti potrebbero inficiare negativamente sull’attività! –, ad optare per svolgere il proprio lavoro in una location differente rispetto al suo radicamento.

    Telelavoro Emergenziale
    In caso di emergenza, di origine naturale (calamità) od artificiale (i.e. terrorismo), alcune funzioni, specie a supporto di quelle di gestione dell’emergenza stessa, non possono assolutamente essere interrotte. I lavoratori chiamati a svolgere queste funzioni possono essere trasferiti ad interim ad altra sede rispetto alla «Official Worksite» od, altrettanto temporaneamente, remotizzati presso i propri domicili. Ai lavoratori che, nel contesto della medesima emergenza, non svolgano funzioni mission critical si applica, invece il concetto di “Telelavoro Imprevisto“.
    Telelavoro Situazionale
    Quello situazionale è un tipo di Telelavoro che emerge da precise, momentanee – eventualmente persino durevoli nel breve periodo –, esigenze produttive (i.e. il completamento di un’attività) o personali (i.e. il soddisfacimento di obblighi famigliari). In tal caso il lavoratore non soltanto può contrattare la propria remotizzazione con il suo referente funzionale, ma quest’ultimo può anche concederla sia in senso verticale – remotizzazione di uno o più giorni completi a settimana – che in senso orizzontale – remotizzazione di parte dell’orario lavorativo giornaliero.
    Telelavoro Imprevisto
    Se i primi due sotto-tipi di Telelavoro Ad Hoc rientrano pienamente nei crismi della prevedibilità ex- ante (schedule) – vi è pur sempre un accordo, ancorché limitato al breve periodo, fra lavoratore e proprio referente funzionale.. – quest’ultimo è contemplato onde poter far fronte a situazioni tanto inattese quanto repentine, ad esempio nel caso di condizioni meteo così avverse (e.g. uno Snowmageddon) da pregiudicare la possibilità per i lavoratori di raggiungere fisicamente la sede ufficiale di lavoro.

    Si tratta, abbastanza palesemente, di un tentativo di dare una formalità, ancorché solo previsionale, al Telelavoro Informale allo scopo di sfruttarlo non solo per consentire una maggiore adattabilità (flextime, flexplace) della disponibilità degli impegati pubblici alle prestazioni loro richieste ma pure quale strategia di Disaster Management per assicurare la Continuity Of Operations dell’apparato statale. Fin qui niente di nuovo: l’amministrazione Obama sta pedissequamente continuando a battere il percorso iniziato quasi vent’anni fa da quella Clinton..

    È, tuttavia, radicalmente cambiato – si è evoluto – l’atteggiamento nei confronti del Telelavoro: mentre all’epoca (Clinton) quest’ultimo era visto soprattutto come un fine cui ambire oggi (Obama) è evidente si tratti di una realtà consolidata, tutt’al più da gestire nel migliore dei modi. Statuizioni come..

    In genere tutte le posizioni [..] sono eligibili al Telelavoro

    ..ed indicazioni del tipo..

    La maggior parte, se non tutti, i lavori includono compiti che sono da considerare “portabili” in quanto in genere possono essere svolti da qualunque luogo

    ..vanno prese per ciò che sono: rivoluzionarie rispetto a vent’anni fa. Tant’è che il documento è ben più specifico sulle posizioni non eligibili al Telelavoro, per intrinseche caratteristiche operative o relative alla performance storica – ed all’affidabilità rilevata – del singolo lavoratore, rispetto a quelle eligibili..

    Un’ulteriore, importante, discontinuità rispetto al passato è il superamento dei distinguo fra Telelavoro e Telependolarismo (Telelavoro Domestico classico) [1] [2] – specie in una prospettiva di regolamentazione del Telelavoro Informale..! – in cui quest’ultimo rappresenta, anche a livello contrattuale, soltanto una delle (tante) declinazioni fra loro intercambiabili: il lavoro svolto presso un’altra sede aziendale (ivi compresi gli uffici satellite), una soluzione di Workspace-As-A-Service (ivi compresi telecentri ed Internet Café), etc..

    Il tempo passa.. Le conoscenze – e le coscienze – evolvono..

  • Snowmageddon all’italiana

    Snowmageddon all’italiana

    Dalla Toscana il governatore promette vendetta per la debâcle su autostrade e trenovie mentre la Protezione Civile censura l’inerzia di istituzioni e privati verso le allerte; trattasi, insomma, del trito rituale dello scaricabarile, in cui tutti hanno colpa e pertanto nessuno ce l’ha. Nessuno, infatti — e qui, ormai, fanno capolino i patti di stabilità degli enti locali ormai finanziariamente prosciugati —, aveva probabilmente le risorse economiche per sostenere le spese di un caso comunque imprevisto — chi è che si prefigura una Firenze bloccata dalla neve..? — nella sua interezza.

    C’è, tuttavia, un presidio, prima di tutto di tipo politico, che avrebbe di certo mitigato, almeno quel poco, i problemi logistici di — va ricordato… — un giorno nel quale molti ritornano a casa dai centri verso le periferie/province. Un presidio che, se culturalmente diffuso, avrebbe distolto da strade e ferrovie un bel po’ (quantomeno) di impiegati. Un presidio peraltro popolare in tutto il resto del mondo proprio (anche) per tali evenienze.

    Serve un suggerimento ulteriore per capire che si tratta del Telependolarismo?